ALTROVE - deviazioni dalla strada conosciuta
Ogni processo artistico nasce da qualcosa che c’era prima.
Un gesto visto fare a qualcun altro, una voce ascoltata da ragazzi, un libro consumato, uno spettacolo che non abbiamo dimenticato. Un maestro, una tecnica, una regola imparata e ripetuta fino a diventare parte di noi.
È così che si comincia: osservando, studiando, provando. E sbagliando, naturalmente. Poi capita che qualcuno cambi una parola, spezzi un ritmo, faccia una cosa nel modo in cui non gli era stato insegnato a farla. E qualcosa si sposta.
Rivoluzioni, avanguardie, nuovi linguaggi: mentre accadevano, probabilmente, erano soprattutto tentativi. Forse persino considerati errori. Ogni generazione riceve qualcosa da quella che l’ha preceduta e decide che cosa farne: custodirlo, metterlo in discussione, trasformarlo. O persino tradirlo, nel significato più fertile della parola: portarlo da un’altra parte, verso un altrove, che non necessariamente è lontano.
Un altrove che può trovarsi a pochi centimetri da ciò che abbiamo sempre guardato: in un corpo che compie un movimento inatteso, in una storia raccontata da un altro punto di vista, in un oggetto sottratto alla sua funzione. A volte basta mettere qualcosa nel posto in cui non dovrebbe essere e guardare cosa succede.
Forse è anche per questo che continuiamo a chiamarli I Lunedì Sbagliati, non perché ci interessi celebrare l’errore, ma quello che può accadere quando qualcosa non va esattamente come previsto.
Lo scarto. L’incidente. La domanda fuori posto. Il tentativo che non porta dove pensavamo e proprio per questo apre una possibilità.
Far incontrare chi ha attraversato una vita di palcoscenici, immagini, corpi e parole con chi sta sperimentando forme nuove, magari ancora difficili da definire.
Perché una tradizione rimane viva se continua a produrre domande. E la sperimentazione diventa interessante quando riesce davvero a spostare il nostro modo di vedere.
È questo l’ALTROVE che vogliamo cercare.
Non sappiamo esattamente dove sia.
E forse è proprio questo il bello.
Non tutto ciò che devia è perduto.
Qualche volta è semplicemente diretto verso un luogo che, prima di arrivarci, non sapevamo ancora immaginare.