MORSI 2026 - All'inseguimento di nuovi linguaggi
La XII Edizione della rassegna di teatro e danza della Civica Scuola “Paolo Grassi” mira, come ogni anno, a rinnovarsi inseguendo linguaggi inesplorati e talenti inediti, ma già testati all’interno della nostra istituzione. Quest’anno MORSI si svolgerà dal 9 al 18 ottobre, con una formula diversa: sei date distribuite in dieci intensi giorni di rappresentazioni.
È naturale che in un anno di conflitti e instabilità economica e sociale, la rassegna della Paolo Grassi non possa che accogliere le inquietudini di artisti che guardano questo mondo in fiamme e s’interrogano, attraverso il loro lavoro, sul ruolo che il teatro e l’arte possono svolgere. Per quanto riguarda il teatro, la proposta è di due lavori fortemente legati all’impegno civile. Clémence Jourdan Delmonte e Sara Mino, due artiste formatesi entrambe nella nostra Scuola, pur con poetiche e modalità espressive diverse, coagulano un’idea di teatro nel presente che è manifesto principe dell’insegnamento “paolograssino”.
La rassegna debutta venerdì 9 ottobre h. 20 con la ripresa - questa volta non più in forma di studio,ma come vero e proprio spettacolo compiuto - di SCINTILLE, testo di Laura Sicignano, messo in scena da Clémence Jourdan Delmonte. Le tematiche della sicurezza e dello sfruttamento femminile nel mondo del lavoro, dell’immigrazione, della nostalgia e della rivalsa, trovano in questo testo davvero toccante della Sicignano, un momento di alta perfezione narrativa. A determinare l’ottima riuscita dello spettacolo, concorre un cast al femminile: Chiara Baccarini, Beatrice Barizza, Marta Militello e Maria Spinazzola interpretano le speranze, le disillusioni di quattro donne immigrate all’interno di una fabbrica nella New York dei primi del ‘900.
Domenica 11 ottobre h. 18 è la volta di GIOCHI DI FAMIGLIA, testo della famosa Biljana Srbljanović, drammaturga e sceneggiatrice nata in Svezia ma cresciuta in Serbia, con la regia di Sara Mino: il palcoscenico è un’area ludica; quattro bambini - interpretati da Alessia Carkanji, Gaia Curto, Guglielmo Potecchi, Pietro Vuolo - si allenano al gioco della crudeltà, della finzione, a turno vittime e carnefici: donne e uomini riesumano quell’atroce realtà vissuta nella periferia di Belgrado negli anni che mutarono irrimediabilmente le sorti dei Balcani occidentali.
Anche in questo caso apprezzeremo dello spettacolo, già ammirato a Scuola, la forma compiuta, l’equilibrio della direzione di Sara Mino, la cura con cui ha trattato la materia scritta della Srbljanović, un testo che in questo terribile 2026 risuona in maniera ancor più intensa, rievocando fantasmi di guerra, intolleranza e violenza razziale, che speravamo di esserci lasciati alle spalle.
Marco Plini, Direttore della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi
RITORNI GRADITI
Nelle serate di martedì 13 e mercoledì 14 ottobre, torna alla Scuola, dove si è formata ed ha acquisito un diploma nel 2007, Annamaria Ajmone, danzatrice e coreografa, installatrice e nome ben noto nell’ambito della vera ricerca contemporanea (eh si ne esiste una non vera, sotto mentite spoglie…). Grazie a una generosa decisone della Direzione, la Ajmone, oltre ad aver incontrato in una masterclass gli studenti del futuro Terzo Anno coreutico, si è impegnata nell’allestimento di una novità per sei combattivi laureati AFAM del 2025. Sono Arianna Delle Gemme, Alvise Gioli, Miriam Maso, Irene Lombardi, Darina Golombiievska, con Elia Bucchieri, assistente alla coreografia. Al gruppo, dopo il diploma subito attivo in Italia e all’estero, vincitore di bandi, riconosciuto per il talento e deciso a non fermarsi, la Ajmone ha offerto in lettura Undrowned. Lezioni di femminismo nero dai mammiferi marini, un testo del 2020 della statunitense Alexis Pauline Gumbs, nota scrittrice e poetessa di colore e Queer. In quest’opera ibrida, tra le sue più famose, la Gumbs usa la biologia dei mammiferi marini come metafora di sopravvivenza, cura collettiva e resistenza contro il capitalismo e il colonialismo. Nella performance INCANTAZIONI, la Ajmone, ci dice che i cinque danzatori “si comportano come quei pesci elettrici, si muovono su principi condivisi ma invisibili; generano incantesimi in uno spazio coabitato: quello della loro danza”. Essi creano spazi di trasmissione, contatto e ascolto di vocalizzazioni sussurrate, frequenze alte, tessiture sottili che agiscono come motore del movimento e attivano una percezione stratificata, mentre lo sguardo crea movimenti asemantici ma veloci, appunto elettrici, capaci di migrare da pelle a pelle ed emettere nuovi segnali. Nulla di descrittivo: i pesci/ danzatori non rivelano i loro codici; ci invitano a penetrare nel loro legame, nel loro respiro, nell’aria che passa tra di loro, e nel loro incanto.
La complessa semplicità della poetica di Annamaria Ajmone, tutta centrata sulla pratica del corpo come materia plasmabile e mutevole, è molto lontana da quella di Caterina Mochi Sismondi, diplomatasi alla “Grassi” nel 2001 nel Corso oggi denominato Danza Contemporanea, ma all’epoca titolato Teatrodanza perché ancora forte dell’aggancio al genere creato da Pina Bausch, tuttora molto amato, ma forse poco compreso nella sua pionieristica apertura a tutte le espressioni del corpo. La bella ospitalità della Direzione a questa diplomata e alla sua Compagnia blucinQue, per la prima volta a MORSI, mostra quanta libertà la Scuola abbia da sempre offerto ai suoi studenti: nessun modello creativo da seguire, piuttosto “l’inseguimento di nuovi linguaggi”. Così nella serata di venerdì 16 ottobre h. 20, assisteremo alla ricerca di Circo contemporaneo molto in auge oggi in Italia ma anche all’estero, collegata all’Accademia torinese di formazione universitaria della Fondazione Cirko Vertigo, retta da Paolo Stratta. Scordiamoci i clown bianchi, i nasi rossi, i pagliacci dall’eterno sorriso, le fiere addomesticate. BlucinQue vola in cielo e ripiomba a terra, anche perché chi la dirige, dal 2010, sembra aver assimilato nel modo più attento il lascito Bausch quando si sofferma su “fisicità, rischio acrobatico, equilibrio e il suo contrario, ma anche musica sempre dal vivo, ritmo della composizione scenica nella più completa dimenticanza dei generi e senza etichette”.
In MOVIMENTI SULL’IDENTITÀ, spettacolo suddiviso in due parti espunti da altrettante pièce di maggior durata, ravviseremo i punti forti della poetica della BlucinQue. Molto brillante e scacciapensieri la ben nota musica ballettistica di Léo Delibes per COPPELIA PROJECT vuole che le note allo champagne del compositore francese siano rimaneggiate dalla violinista Beatrice Zanin ma con interferenze elettroniche, mentre la danzatrice/acrobata Elisa Mutto, oltre ad onorare le sfaccettature di una protagonista meccanica e in carne e ossa (la duplicità è il perno del balletto creato da Arthur Saint- Léon nel 1870), si dedica pure alla sospensione capillare, ovvero, sollevandosi dal suolo, resta appesa per i capelli anche grazie a Michelangelo Merlanti, rigger e artista. La serata si completa con il quintetto WHY con Zanin, Mutto, Merlanti, Alexsandre Duarte e Jonnathan Lemos. Questo Perché senza punto di domanda riflette sullo stesso enigmatico Warum (Why in tedesco) che ispirò Luciano Berio nella sua composizione Sequenza V, dedicata a Grock, l’ultimo grande clown nella storia del circo. Niente paura: cacciati dalla finestra, i fantasmi del circo tradizionale non rispuntano dalla porta. WHY è un esperimento legato alla frammentazione dell’Io e alla rinascita. “Attraverso, corpo, voce e suono, gli interpreti esplorano la sostanza e le pieghe della domanda universale di Berio, immersi però - attesta Caterina Mochi Sismondi- “ nella composizione musicale ed elettronica della Zanin”.
EN AVANT XII
di Marinella Guatterini
In una sola serata, quella di domenica 18 ottobre, ma dalle 18h, si srotola il pacchetto di sette progetti, tra i tanti presentati, dei laureati AFAM 2026 e di alcuni che ancora per un anno resteranno con noi per completare il ciclo degli studi. Mentre l’ormai storica vetrina della Paolo Grassi si spegne, si accendono, anche grazie all’apporto di due solerti tutor, Paola Bedoni e Paola Lattanzi, le luci di Lara Isabel D’Urso, Antonella Sciotti e Giada Romanò, Emanuele Giuseppe Rao, Rocco Tarantino. Dopo l’intervallo i fari seguono Anna Giurdanella e Alessai Puleio, Gaia Mancini, Dario Garella, ancora con Giurdanella e Chiara Pelusi. Il simpatico, intelligente e forse autobiografico RAGDOLL (Bambola di pezza) della D’Urso sarà collocato nell’atrio della Scuola. E il giusto “belvedere” per una bambola digitale che finisce per moltiplicarsi abitando gli spazi della Paolo Grassi, come una geografia affettiva. Trascinata, corretta e sempre rimessa al proprio posto da una mano insistente (ironia conclamata!), la bambola ribelle scopre come quel luogo-prigione possa averla aiutata a vivere di vita propria, nonostante la noia dei gesti quotidiani e le presenze dispettose... “C'è un momento in cui il gioco sfugge dalle mani di chi l’ha creato”, dice la consapevole Lara, seguita da altri tre progetti, tutti di studenti in corso. Dopo l’intenso duetto IN SOVRAIMPRESSIONE di Sciotti/Romanò, e il caparbio, autobiografico e commovente MI DISPIACE MA IO ESISTO di Rao, TRASLUCIDO di Tarantino chiude la prima parte della serata. In sintonia con la D’Urso si concentra sulla metafora di uno spazio in cui il corpo si ribella. Lasciandosi attraversare dalla casualità e rigettando le convenzioni, diviene un corpo “altro”, agito dal caso come scelta: identità indefinibile, senza certezze né protezioni. Viceversa, le diplomate Giurdanella e Puleio In (CO)INCIDERE esprimono, assieme alla Dramaturgin Giulia De Filippis, la certezza che un corpo entra in relazione con l’altro attraverso conflitti e sopraffazione ma anche scambio, alleanza e un codice linguistico noto solo a loro (le due continuano a bisbigliare) e perciò protettivo nei confronti dell’esterno, considerato complesso e forse minaccioso. Come può risuonare ogni “richiesta esterna” nella dimensione “chiusa a tu per tu” di una tale relazione, qui avvolta nella musica di Éliane Radigue e Kelly Lee Owens? Non risponde certo al difficile quesito l’apparentemente svagato ed estroso assolo BAGIGI- LA CABOTINE di e con Mancini, il Dramaturg Leonardo Ravioli,e la musica di John Coltraine e “altri spettri”. Il sottotitolo STUDIO ICONICO PERDIBILE SUL PAGLIACCIO IMBECILLE/DIMENTICANTE ha un titolo curioso. Nel dialetto veneto, BAGIGI sta per arachidi o noccioline americane, mentre LA CABOTINE (dal francese Cabotin) indica una girovaga e istrione di strada spesso incapace. Infatti, la nostra protagonista ripercorre le tracce del suo passato, ma colta da amnesia non ricorda il suo spettacolo; dimentica, trema, sbaglia, gioca, inciampa e si sgretola sul comico come ultimo residuo prima del nulla. Lontano da perdita di memoria e sobbalzi di nonsense, anzi calato nel nostro atroce presente KICK OFF SUNDAY (o inizio ufficiale di un evento) di e con Garella, Giurdanella e Pelusi, con il Dramaturg Leonardo Ravioli e le musiche di Pietro Gregori si aggrappa alla metafora della tifoseria del calcio e dei relativi Ultras per sciorinare l’incolmabile distanza tra essere vivi e sentirsi vivi. Bastano meno di novanta minuti per far tracimare rabbia ed euforia. Una feroce istintività repressa di cui “non serve negarlo, tutti siamo nutriti”, dicono i tre laureati AFAM 2026. E’ così che alla Curva Nord, nonostante morti e feriti, tutti vogliono tornare per non perdere, anche solo per un attimo, quella nostalgia di vita. La barbarie domenicale di sangue e vita (sembra sangue e arena…) è metafora politica e infernale di ossessionati che non sanno pensare. Noi invece, a MORSI XII riteniamo che sia tutto creativo-emotivo, carico di rabbia ma per il nostro insidioso presente; da non perdere.
di Marinella Guatterini
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02- 97152511
Calendario per l'agenda
PROSA
SCINTILLE
di Laura Sicignano
9 ottobre h.20
GIOCHI DI FAMIGLIA
di Biljana Srbljanović
11 ottobre h.18
DANZA
LE INCANTAGIONI
di Annamaria Ajmone
13 - 14 ottobre h.20
CIRCO CONTEMPORANEO - Teatrodanza
MOVIMENTI SULL’IDENTITA’
di Compagnia blucinQue
16 ottobre h.20
DANZA
SERATA EN AVANT!
18 ottobre h.18
I progetti in scena
- (CO)INCIDERE – di e con Anna Giurdanella e Alessia Puleio
- Kick OFF Sunday – di e con Dario Pio Garella, Anna Giurdanella, Chiara Pelusi
- BAGIGI – La cabotine - di e con Gaia Mancini
- RAGDOLL – Lara Isabel D’Urso
- IN SOVRAIMPRESSIONE – di Antonella Sciotti e Giada Romanò
- MI DISPIACE MA IO ESISTO – di e con Emanuele Giuseppe Rao
- TRASLUCIDO – di e con Rocco Tarantino