Particolare di una opera di H. Bosch

Opera Brutta

coreografia di Paola Bedoni con performer del 1° anno Corso Danza Contemporanea

19 - 20 giugno 2026
Sala Danza - via Salasco 4 Milano
Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi

Crediti

coreografia di Paola Bedoni
assistente alla coreografia Marcello Malchiodi
con i performer del 1°anno Corso Danza Contemporanea
Nani Babunashvili, Lorenzo Bafico, Michele Berti, Emma Brambati, Gabriele Costantini, Giovanni De Fazio, Antonella Dimonte, Micol German, Giulio Mano, Maryana Mellino, Aldo Minucci, Rosanna Puzziferri, Nancy Scarpa, Rebecca Serpentino, Arianna Zappa, Steven Zarco Granillo.
Scene Alice Capoani, Mattia Franco
Luci
Paolo Latini, Simona Ornaghi
Costumi
Nunzia Lazzaro, Fabiola Soldano

OPERA BRUTTA
giugno 2026
venerdì 19 - h.15
sabato 20 - h. 12 e h.15
Sala Danza - via Salasco 4 Milano
Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi

Nota di coreografia - Paola Bedoni

“Danzare un po' come in convalescenza, in stato di transizione dopo una malattia,
un incidente, un’operazione […] stato di denudamento, di mancanza.
Si è tra la difficoltà di quel che si è vissuto e la speranza di quel che si vivrà, e questa speranza è portatrice di una sensibilità a fior di corpo.

Dominique Dupuy

Che cos'è la bellezza? E cosa emerge quando il suo contraltare — l'imperfezione, la fragilità, la ferita, l'ombra — prende voce?
Lo spettacolo attraversa il confine sottile tra ciò che appare e ciò che resta nascosto, indagando la bellezza come esperienza viva, mutevole, mai definitiva. Attraverso corpi che si cercano, si respingono, si riconoscono e si trasformano, la scena diventa uno spazio di incontro in cui le relazioni rivelano la loro natura più autentica.
Il corpo è archivio e racconto: custodisce sogni, memorie, assenze e desideri. Nei suoi gesti affiora una verità che precede le parole, una narrazione fatta di tracce e risonanze. Il sogno emerge come territorio di possibilità e visione; il ricordo ne conserva frammenti, li altera, li reinventa. Tra presenza e nostalgia, tra ciò che è stato immaginato e ciò che è stato vissuto, i performer compongono una geografia emotiva in continuo movimento.
In questo percorso, bellezza e ombra non si oppongono ma si completano, rivelando la complessità dell'essere umano e di un corpo testimone e custode del vissuto.