SERALI E OPEN CLASS / LABORATORI TEMATICI

Recitare Shakespeare in lingua inglese

"We are such stuff as dreams are made on"

Recitare Shakespeare in lingua inglese

Laboratorio su monologhi e dialoghi tratti da The Tempest in lingua originale

a cura di Benedetta Borciani

Date del corso: 25 febbraio - 15 aprile 2019

Il laboratorio costituisce un'occasione irripetibile per studiare con un'attrice madrelingua e, attraverso la forza e la concretezza della lingua originale di Shakespeare, migliorare da una parte il proprio approccio ad un testo teatrale attraverso l'inglese dall'altra il proprio inglese, sperimentando semplicità, limpidezza e franchezza nel proprio dire scenico e di fronte ad un pubblico.

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Obiettivi

Migliorare l’approccio a un testo teatrale con l’inglese
L’inglese è una lingua sintetica, un po’ come i dialetti italiani.
To be or not to be, that is the question: dieci monosillabi e un bisillabo in cui si racchiude la più grande domanda dell’uomo. Il monosillabo, se l’attore ha aderenza con il concetto, arriva come una freccia al pubblico, e la comunicazione avviene più facilmente. L’attore riesce a trovare più concretezza nella parola sintetica. Trovare la verità, l’essenza della parola in inglese, è spesso più semplice, rispetto al nostro meraviglioso e sillabico italiano, anche per attori non madrelingua.
Con il pentametro, Shakespeare ci guida nella recitazione, e un buon attore non deve far altro che seguirlo e aderire a ciò che dice.
Quindi, con un paio di dritte sull’inglese dell’epoca, e dopo aver trovato i significati delle parole che non conosciamo (e che spesso Shakespeare inventava di sana pianta!), occorre affidarsi al ritmo del verso. Inoltre, si può cogliere da vicino la differenza tra il ritmo delle battute in versi e quello delle battute in prosa, così come i cambi di registro linguistico che Shakespeare usa per aiutare ulteriormente l’attore.
Shakespeare in italiano è difficilissimo da tradurre e da recitare, e può risultare “retorico”, “barocco”. In inglese è tutt’altro: diretto, semplice, limpido. Cimentarsi con la lingua originale dell'autore offre quindi l’occasione per
affondare in questa concretezza che verrà poi riportata alla recitazione in italiano per asciugarla dalla retorica in essa spesso annidata.

Migliorare l’inglese con il teatro
Accostarsi all’inglese recitandolo, guidati da un’insegnante madrelingua (e in particolare un inglese meraviglioso come quello scespiriano), aiuta ad avvicinarlo, a farlo proprio, e a “toccare con mano” meccanismi linguistici altrimenti difficilmente comprensibili.

Contenuti
Prima parte: esercizi di riscaldamento e consapevolezza di corpo e voce, giochi teatrali per sviluppare ascolto e fiducia. Soprattutto per le prime lezioni, giochi in cerchio per conoscersi.
Seconda parte (prime lezioni): lettura di alcuni brani del testo in inglese con il testo italiano a fronte. In questa sede è necessario che tutti abbiano il testo stampato e una matita. Nella prima fase del corso i partecipanti, guidati dall’insegnante, sceglieranno il monologo o il dialogo su cui vorranno lavorare.
Si chiederà di leggere il testo integrale (anche in italiano) e di studiare i brani scelti a memoria a casa.
Terza parte: lavoro sulla recitazione dei brani scelti. Finché la memoria non sarà acquisita, si lavorerà dapprima a tavolino specificamente sulla parola e sul pensiero che genera la parola e poi si chiederà di arricchire la propria fantasia sul testo portando ulteriori testi che rimandino a quei temi, a piacere, in qualsiasi lingua, che rimandino a quei temi (la docente stessa ne proporrà anche da altri testi di Shakespeare).
Quarta parte: improvvisazioni a tema, poi sul testo e sui personaggi, partendo da sé in relazione con l’altro e dalle azioni che danno vita alla parola. I partecipanti saranno portati al verso a partire anche dall’azione scenica e dalla relazione con gli altri.
Infine, chi vorrà potrà vedere come cambia l’approccio allo stesso testo in italiano.

Acquisizione abilità specifiche
I partecipanti acquisiranno una nuova familiarità con la recitazione in versi che la renderà loro più accessibile grazie alla concretezza della lingua inglese e del ritmo del verso di Shakespeare.
Il verso diventerà azione.
I partecipanti acquisiranno una conoscenza più approfondita della varietà linguistica usata da Shakespeare e delle forme ed espressioni da lui usate e spesso inventate, poi diventate di uso corrente.
Acquisiranno un approccio più artigianale, meno reverenziale nei confronti del Bardo.
La pronuncia inglese ne risulterà migliorata.
Il vocabolario inglese ne risulterà ampliato.
La concretezza conquistata nella recitazione sarà uno strumento utile per trovare la medesima concretezza anche in italiano.

Testimonianze
Nel 1613 Shakespeare scrive La Tempesta, che si può considerare il suo testamento spirituale: con l’epilogo di Prospero, il Bardo chiede di essere liberato dal pubblico e di poter morire in pace - si ritirerà a vita privata e morirà tre anni dopo.
Eduardo De Filippo, che traduce la Tempesta in napoletano e la mette in scena nel 1983, scrive nella nota aggiunta alla traduzione: "La tolleranza, la benevolenza che pervade tutta la storia [...]. Sebbene sia stato trattato in modo indegno da suo fratello, dal re di Napoli e da Sebastiano, Prospero non cerca la vendetta bensì il loro pentimento. Quale insegnamento più attuale avrebbe potuto dare un artista all’uomo di oggi, che in nome di una religione o di un ideale ammazza e commette crudeltà inaudite, in una escalation che chissà dove lo porterà?”
A 400 anni dalla scomparsa di Shakespeare, le parole della Tempesta risuonano vive e sempre attuali